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IL GELSOMINO E LE STELLINE Una leggenda araba racconta che un giorno Kitza, la madre di tutte le stelle, stava preparando i vestiti nuovi per le figlie. A lavoro già inoltrato rientrarono in casa alcune stelline lamentandosi con la madre dei nuovi abiti: «Il mio è troppo largo». «Il mio è troppo stretto». «Il mio è troppo lungo». «Il mio è troppo corto»... Insomma, una confusione da non dire. La mamma si raccomandava: «Figlie state buone, non fate chiasso, lasciatemi lavorare... vi accontenterò prima possibile». Ma quelle neanche l’ascoltavano, e il chiasso cresceva... fintanto che arrivò all’orecchio di Micar, il re degli spazi, il quale volle accertarsi di cosa stesse accadendo: «Chi è che rompe l’ordine e il silenzio degli spazi infiniti?». Entrato nella casa di Kitza si rese subito conto del motivo di tanto baccano. Allora, con voce tonante, disse alle stelline: «Siete veramente incontentabili ed egoiste. Mi avete proprio stancato. Andate via dalla volta celeste!». E le stelline s...
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Julio Cortázar Storie di Cronopios e di famas Julio Cortázar Storie di Cronopios e di Famas / Historias de Cronopios y Famas lee/legge Julio CortázarNon so come dire, guarda, è terribile questa pioggia. Piove continuamente, fuori fitto e grigio, qui contro i vetri del balcone a goccioloni grevi e duri, che fanno plaf e si spiaccicano come schiaffi uno dopo l’altro, che noia. Ecco una gocciolina alta sul riquadro della finestra, vibra un attimo contro il cielo che la scheggia in mille luccichii spenti, cresce si ingrossa barcolla, cadrà non cadrà, non è ancora caduta. Si afferra con tutte le unghie, non vuole cadere e si vede che si aggrappa con i denti mentre le si gonfia la pancia, è ormai una gocciolona che pende maestosa e, di colpo, zup giù, plaf, disfatta, niente, una viscosità sul marmo.Ma ci sono quelle che si suicidano e si abbandonano subito, spuntano sul riquadro e di lì si gettano giù; mi pare di vedere la vibrazione del salto, le loro gambette che si staccano e il grido che...
la simo.
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pensieri confusi: * * * quasi quasi non ho più paura della morte..da quel giorno che ho perso i sensi per una manciata di minuti..sò solo che ero serena come in un sogno ...un limbo...era piacevole..una sensazione di "vuoto"...ma in senso "buono"...forse di leggerezza.... il termine giusto non lo trovo... quando mi sono svegliata ...ho chiesto cosa è successo?..come se la voce spaventata di ste...potesse dirmelo...lui ha visto il "mio corpo"...crollare...ma ,,..l'anima..?..dovrei saperlo io ...ma come in quei minuti..non ho voglia...di pensare... sempre tanti dubbi nessuna certezza...l'ignoto... ci aspetta.." vorrei solo riabbracciare le stelle." ....
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Tributo Marco Simoncelli.. Ieri sera ho visto questo Bellissimo tributo, l'ho scaricato temendo che lo avessero cancellato, infatti è stato così, c'è l'ho solo io.. vedetelo.. e davvero commovente..Questo è il nostro Ultimo Saluto per Marco SuperSic Simoncelli.. Riposa In Pace! #58 Forever Posted by I Love F1 (Virtuale & Reale) on Martedì 25 ottobre 2011
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Michael insistette molto sulla differenza fra la parola « cura » e la parola « guarigione ». La prima ha a che fare con i medici, le medicine, il loro uso, il loro eventuale successo nello sconfiggere la malattia. La cura è una questione soprattutto fisica, viene da fattori esterni. La guarigione invece è il processo con cui si ristabilisce l’equilibrio generale della persona ammalata. Viene soprattutto da risorse interiori, da quel che di personale ognuno porta nel suo incontro con la malattia. Commonweal non aveva alcuna « cura » per il cancro, ma poteva aiutare con la « guarigione ». Questo era il vero significato del ritiro. » ─ #TizianoTerzani, Un altro giro di giostra (2004)
la simo.
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la giostra si è fermata ancora... anche le mie caselline si sono ammalate impazzite...una nuvola nera ogni tanto si ferma sul mio cuore...piena di rimorsi..dubbi...ricordi..i tuoi occhioni dolci...il tuo sorriso...velato...mi è sempre dentro e lui?.. burbero...duro.. ingenuo e fragile come un bambino..navighiamo su due sponde diverse....ma quando nell'anima ci incontriamo è tenerezza...il domani non lo conosco è paura. la simo.
solo per te "brontolo"
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Io vorrei farti dormire, ma come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici. Ma succederà così anche a te. Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicura. E presto. Anche domani.»♥ Fedor Dostoevskij
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In un momento In un momento sono sfiorite le rose i petali caduti perché io non potevo dimenticare le rose le cercavamo insieme abbiamo trovato delle rose erano le sue rose erano le mie rose questo viaggio chiamavamo amore col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose che brillavano un momento al sole del mattino le abbiamo sfiorate sotto il sole tra i rovi le rose che non erano le nostre rose le mie rose le sue rose. Dino Campana
perfetta :(
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LA CRISI DEGLI ASINI ( metafora ) 16 ottobre 2011 alle ore 22.24 LA CRISI DEGLI ASINIUn uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio.In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio pieno.L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevanoancora venduto gli ultimi asini del villaggio.Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una.Vedendo la possibilità di realizzar...
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È in cielo che tu devi salire, su nei campi pallidi della luna, dove uno sterminato deposito conserva dentro ampolle messe in fila, le storie che gli uomini non vivono, i pensieri che bussano una volta alla soglia della coscienza e svaniscono per sempre, le particelle del possibile scartate nel gioco delle combinazioni, le soluzioni a cui si potrebbe arrivare e non si arriva. Italo Calvino *** le mie stelle dove ho lasciato il cuore mi aspettano *** la simo.